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Cosa vedere a Barcellona in 3 giorni

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Foto copertina di JoaquinAranoa via pixabay

Visitare Barcellona in soli 3 giorni non è facile. Poco tempo a disposizione e tante cose da vedere: la Rambla, i quartieri storici, le opere di Gaudì… Sembra un’impresa impossibile, ma non lo è. Ecco una guida che vi aiuterà scoprire tutti gli angoli più belli della città in sole 72 ore.

  1. Primo Giorno
    Dalla Rambla alla Sagrada Familia
  2. Secondo Giorno
    A spasso con Gaudì, fino a El Raval
  3. Terzo Giorno
    Dal Montjuic a Barceloneta


Primo giorno

Colazione al Mercato e Barrio Gotic

Si parte da Mirador de Colom, estremità della Rambla, il lungo viale che taglia la città, lambendo quartieri e atmosfere diverse. Il vero cuore pulsante di Barcellona. La Rambla va percorsa, “calpestata” e osservata in ogni suo centimetro. Si intersecano turismo e quotidianità locale, in un mix che vi farà innamorare subito dell’anima catalana: bancarelle, artisti, negozi, monumenti.

Ma ci vuole energia per affrontare al meglio un’intera giornata a spasso per Barcellona. Qualche minuto di passeggio vi porterà al Mercato de la Boqueria, che si trova vicino alla fermata della metro “Liceu”. È uno dei luoghi storici della città, dove saggiare, letteralmente, il lato culinario di Barcellona.

  • Colazione tipo: frullati e tostadas nelle stagioni calde, cioccolata nei giorni più freddi.

Ritornate sulla Rambla e attraversatela. Entrerete nel Barrio Gotic. Un quartiere particolare, alternativo, caratterizzato dalle strette vie e dagli edifici che, come suggerisce il nome, sono in stile gotico.

  • Tappe obbligate in questo distretto: la Cattedrale de la Santa Creu, amatissima dai locali e sede della diocesi, le tante piazze che interrompono il fitto reticolato di stradine e il MUHBA, il Museu d’Historia de la Ciutat de Barcellona.

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Tramonto dalla Sagrada Familia e relax serale

Vi sarà venuta fame. Per proseguire sullo stesso filone della colazione, ecco un altro consiglio per approfondire ancor di più la conoscenza della cucina locale:

  • Pranzo con tapas e pintchos (fette di pane condite) a El Pintxo de Petrixtol, in Carrer de Petrixol. Pasto veloce, a poco prezzo e decisamente gustoso.

Pronti, via. Risalite tutto il Barrio Gotic, attraversate via Laietana e puntate dritto verso Passeig de Picasso. Vi troverete di fronte a un enorme spazio verde: il Parc de la Ciutadella. Bevete un caffè passeggiando tra i giardini, magari facendo tappa al Museo di Scienze Naturali e allo zoo.

Raggiungete Passeig San Juan e sorpassate l’Arc de Triomf (a differenza dell’Arco di Parigi e quello di Roma questo è simbolo di progresso artistico e scientifico per l’umanità). Ancora qualche centinaia di metri prima di svoltare a destra, in Carrer de Provenca. Tutt’a un tratto sarete davanti al simbolo di Barcellona: la Sagrada Familia. Sarete colpiti dagli altissimi campanili e dalle stravaganze della mitica chiesa progettata da Gaudì. Ancora incompiuta, quindi, attorniata dalle gru. Entrate, scopritela, visitatela e salite sulle torri. Facendo i giusti calcoli, potrete godervi il tramonto dal “tetto di Barcellona”. Il tour completo dura circa un’ora e mezza.

Una birra in Vila de Gràcia

È stata una giornata piena e faticosa. Attraversate di nuovo il Passeig de San Juan e rilassatevi in Plaça de la Vila de Gràcia.

  • Tanti i locali dove mangiare qualcosa di buono, consigliabile il Botafumeiro in Carrer Gran de Gràcia, e vivere il resto della serata, magari facendo due chiacchiere davanti a una cerveza.

Secondo Giorno

Mattinata nel Parc Güell

Chiuso il primo giorno all’insegna di Gaudì, ripartiamo da… Gaudì. Eh sì, impossibile che la vacanza a Barcellona non sia “firmata” anche dall’architetto catalano.

Viviamo la mattinata all’insegna della natura e della creatività tra i sali-scendi del Parc Güell. È il parco che Gaudì progettò su commissione di Eusebi Güell, tra le attrazioni più celebri dell’intera Spagna.

Le panchine del parco si prestano, perché no, a una colazione alternativa, fai da te, attorniati dalle sculture eclettiche e caleidoscopiche sparse qua e là. Un modo carino per iniziare la visita vera e propria al Parco. Accedete alla parte monumentale, a pagamento, e stupitevi davanti alle bizzarre forme delle costruzioni e delle decorazioni. Fate tappa alla Casa-Museo Gaudì.

Un inizio di giornata tra colore ed estrosità. Sarà il fil rouge che vi accompagnerà sino a sera. Fate tappa, quindi, all’Experiència Gaudì: museo interattivo e originale che vi proietterà ancor di più nel “magico mondo” del genio di Tarragona. Perdetevi un po’ tra le vie dell’originale quartiere Gràcia, passate Plaça de Lesseps e fermatevi davanti a Casa Vicens, esempio di edificio disegnato da Gaudì: stile modernista, influenze gotiche e natura come ispirazione.

Con Gaudì, anche nel pomeriggio

Dopo un pranzo a base di tapas nel famoso Sol Soler, in Plaça del Sol, salutate Gràcia. Il passaggio attraverso Avinguda Diagonal, infatti, segna l’ingresso nel quartiere Eixample.

Pochi metri in Passeig de Gràcia e incontrerete Casa Milà o "La Pedrera", come viene comunemente chiamata. Le sue forme ondulate e giocose sono tra le più famose della città. Soprattutto quelle dei camini, fantasiosi e distintivi. L’ennesimo capolavoro firmato Gaudì, entrato di diritto nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.

Nemmeno il tempo di riprendere fiato e dovrete “misurarvi” con un’altra perla firmata Gaudì: Casa Batlló. Condivide con La Pedrera le curiose scelte architettoniche e decorative, ma si presenta sotto una veste totalmente diversa: è un tripudio di colori, grazie ai mosaici e alle vetrate che cesellano la facciata. Per non parlare del tetto a forma di schiena di drago: uno spettacolo.

  • È qui che dovete aspettare che il sole cali: la luce che si fa soffusa si riflette sulla casa creando sfumature davvero uniche.

Serata nel “quartiere operaio”

La notte, a El Raval, è speciale: l’atmosfera è operaia, concreta e dura. Dopo una giornata piena di stravaganze, un netto cambio di rotta. Anche se il Gato di Botero, di sicuro, convenzionale non è.

Questo quartiere ha una storia umile e difficile. Solo negli ultimi anni è riuscito a rialzarsi. Al buio acquista ancora più fascino, perché le strette vie trasudano storia e mistero. Nulla di pauroso. Anche se, comunque, dovrete prestare attenzione: qualche vicolo può essere territorio di borseggiatori. Giusto avvisarvi.

  • Il distretto ha una movida frizzante e coinvolgente. Ci sono ristoranti di prima fascia, come lo stellato Dos Palillos, e bar alla moda come il Pesca Salada, specializzato in cocktail a base di gin.

Terzo Giorno

Mattinata ai piedi del Montjuic

L’ultimo giorno a Barcellona tra le bellezze di Plaça Espanya, tra cui il Palazzo Reale e l’Arena de Toros. Qui si trova anche la Fuente Magica: fontana che, durante la sera, regala spettacolo con i suoi getti colorati che si muovono a tempo di musica. Mettete un promemoria; vi sarà utile più avanti…

La Plaça Espanya si trova ai piedi del Montjuic. Questo monticello sarà, però, tappa pomeridiana. Prima faremo stop nell’area del Pobleun vero museo a cielo aperto. Fu costruito nel 1929, in occasione dell’esposizione universale, con l’intento di mostrare i diversi stili architettonici che caratterizzano la Spagna. È formato da 117 edifici, strade e piazze. In sostanza, un villaggio a se stante. Troverete case e vie tipiche dell’Andalusia o della Castiglia, i tipici edifici in pietra aragonesi e spaccati di cultura basca.

Montjuic e Camp Nou

Come detto, pomeriggio sul Montjuic: collina alta 173 metri che sovrasta la città. Ospita tanti punti d’interesse: il vecchio villaggio olimpico, la Fondacion Mirò, la Torre di Calatrava, il Museo Nacional D’Arte di Calatunya.

La vera attrazione del Montjuic sono, forse, i tanti giardini, curati e visitabili. Perfetti, tra l’altro per un pranzo al sacco con la città sullo sfondo. Senza dimenticare il Castello: per secoli importante sito di guardia e fondamentale fortificazione. Da qui si può godere di una spettacolare vista su Barcellona.

Lasciato il monte, dirigetevi verso un altro simbolo barcellonese: il Camp Nou. A piedi, percorrendo Rambla de Badal e Rambla de Brasil. Sennò, in metro, scendendo a Collblanc o Bada. Lo stadio del Barcellona è meta obbligatoria per tutti gli appassionati di calcio. Qui si fa il calcio più bello del mondo, qui gioca Messi, qui si sono scritte pagine indelebili dello sport.

Orgoglio blaugrana che potete rivivere visitando il Museu del Futbol Club Barcelona, proprio accanto allo stadio. Come dice il famoso inno: “Més que un club”.

Finalmente Barceloneta

Non ditemi che vi siete già dimenticati del promemoria!! Spero di no. E che, soprattutto, orario e giorno combacino con quelli degli show della Magic Fountain di Plaça Espanya. Se sì, tornate in piazza, magari risparmiandovi un po’ di camminata con la linea rossa della metro (a pochi metri dalla fermata Hostafrancs) e godetevi lo spettacolo degli zampilli colorati. Con il buio che comincia a calare, effetto assicurato.

Per l’ultima serata spostiamoci di nuovo dalle parti del centro storico. Da Plaça Espanya, bastano pochi minuti di metro per raggiungere la famosissima Barceloneta.

Barceloneta è Barcellona: i vicoli, la spiaggia, la movida, la gioventù, la bella vita. Non ha monumenti o attrazioni di spicco, dunque è perfetta per una passeggiata tra i negozietti dove trovare qualche souvenir, i bar da aperitivo e i ristoranti con tavolo che si affaccia sul mare.

Fate un giro per le bancarelle del Mercat de la Barceloneta e preparatevi per una serata di tendenza.

  • Qualche consiglio per cena e post? Eccovi serviti: il Barraca, in Passeig Maritim Barcelloneta vi offre ottima paella con vista sul mare; il Bar Leo è chiassoso e folkloristico al punto giusto per un cocktail; l’Hopium, il Pacha e lo Shoko sono le discoteche, conosciute in tutto il mondo, perfette per scatenarvi fino al mattino

Il modo perfetto per dire arrivederci a Barcellona.

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